Condividiamo l’articolo di Alfio Maggiolini pubblicato su Laboratorio Adolescenza Magazine sui contenuti dei sogni degli adolescenti.
SOGNI TIPICI

Scompaiono piano piano le fantasie infantili. E si impongono quelle che, in realtà, ci accompagnano per tutta la vita: aggressioni, imbarazzi, fallimenti, sesso. E gli esami…

Che cosa sognano gli adolescenti? I loro sogni sono diversi da quelli dei bambini e degli adulti? Non sappiamo se con lo sviluppo si modifichi il modo profondo di sognare, ma certamente aumenta la capacità di raccontare sogni più elaborati. Le ricerche internazionali hanno mostrato che con la crescita non solo aumenta l’abilità dei bambini di ricordare i sogni, che già in adolescenza raggiunge il livello degli adulti, ma anche la lunghezza dei testi dei racconti dei sogni degli adolescenti è paragonabile a quella degli adulti. Alcuni contenuti restano stabili nei sogni di bambini, adolescenti e adulti, per esempio la presenza di ambienti chiusi o aperti in cui si svolge il sogno o la frequenza in percentuale di protagonisti maschi e femmine, ma altri contenuti cambiano con lo sviluppo.

Da vittime ad aggressori

Nel passaggio dai bambini agli adolescenti i sogni diventano più complessi, aumentano le interazioni tra i personaggi, con un coinvolgimento del sognatore che è sempre più attivo e interattivo, mentre diminuiscono i contenuti meno realistici, i personaggi immaginari e gli animali. Nei sogni dei bambini, inoltre, ci sono più minacce, soprattutto fisiche, che diminuiscono con l’ingresso in adolescenza e continuano a diminuire nella vita adulta. Il bambino nel sogno, inoltre, è più spesso vittima, mentre con l’adolescenza aumenta la possibilità che sia anche aggressore.

Nel corso degli anni ho svolto diverse ricerche sul contenuto dei sogni nel ciclo di vita, dai bambini agli anziani, raccolti nella popolazione generale, chiedendo loro di raccontare in dettaglio un sogno recente. Le mie analisi si sono soprattutto concentrate sui sogni tipici, un tema su cui ho recentemente pubblicato un libro: I sogni tipici: metafore affettive della notte (2021, Franco Angeli). Tutti i nostri sogni hanno contenuti tipici, cioè universali o comuni a più persone, a maschi e femmine di ogni età, dai bambini agli anziani. Per esempio, a tutti è capitato di volare, di cadere, di cercare ripetutamente di fare qualcosa senza riuscirci, come correre o parlare, di fuggire di fronte a una minaccia, di vedere una persona morta, di essere nudi o semisvestiti, di fare un esame, di arrivare tardi e perdere l’autobus o l’aereo, di non trovare il portafoglio o altri oggetti, di essere sommersi da un’onda o di vivere un’altra minaccia ambientale, di scoprire nuove stanze nella casa e così via. Questi contenuti non solo sono ricordati dalla maggior parte delle persone, di epoche e culture diverse, ma sono anche molto diffusi nei sogni. In ogni sogno, infatti, c’è sempre uno o più contenuti di questo tipo e la loro frequenza cambia in parte con l’età.

Imbarazzi e fallimenti

Come è ragionevole aspettarsi, per esempio, negli adolescenti e nei giovani adulti aumentano i contenuti sessuali, che restano comunque meno frequenti di quelli aggressivi, e anche i sogni di imbarazzo, come quelli in cui ci si trova vestiti in modo inappropriato. Aumentano anche i sogni di fallimento, in cui si cerca di fare qualcosa senza successo, come cercare disperatamente di frenare l’auto, mentre nei bambini ci sono più spesso sogni grandiosi, in cui le difficoltà sono risolte in modo quasi magico. I sogni di impedimento e di fallimento, per la verità, continuano ad aumentare con l’età, fino ad essere molto frequenti negli adulti e negli anziani. Negli adolescenti sono frequenti anche i sogni che riguardano la scuola e gli esami, spesso non superati nel sogno, o altre prove, come le competizioni sportive (ma molti adulti o anziani, anche quando non frequentano più la scuola, continuano a fare sogni d’esame).

Fantasie maschili e femminili

Ci sono anche differenze tra maschi e femmine. Una differenza universale, che vale ad ogni età, è che i protagonisti dei sogni delle femmine sono equamente distribuiti tra maschi e femmine, mentre quelli dei sogni dei maschi sono più maschi che femmine. I sogni dei maschi, inoltre, sono in genere meno complessi di quelli delle femmine, una differenza che potrebbe essere attribuita anche al fatto che le donne normalmente sono più interessate al mondo onirico e di conseguenza tendono a ricordare meglio i sogni. Per quanto riguarda i contenuti tipici, i sogni dei maschi sono anche più orientati alla messa alla prova di competenze, che spesso coinvolgono il corpo. La maggior frequenza nei sogni e nelle narrative femminili di contenuti relazionali, soprattutto con attività di accudimento e vissuti di perdita di persone care, sembra confermare una maggiore propensione delle ragazze all’attenzione alle relazioni interpersonali. I contenuti sessuali, invece, se includiamo narrazioni oniriche di corteggiamento e le vicende sentimentali, sono presenti sia nei sogni dei maschi che in quelli delle femmine.

Chi nuota e chi vola

Ci sono comunque anche differenze individuali. Per esempio, in una banca dati di sogni online si trovano i sogni di due giovani donne americane, Jasmine, che ha trascritto 664 sogni dai 14 ai 27 anni, e Madeline, con 926 sogni scritti dai 15 ai 22 anni. Un’analisi dei sogni che hanno avuto quando erano adolescenti, durante la scuola superiore, ha mostrato che entrambe sognano con la stessa frequenza di scuola e di essere inseguite o aggredite, oltre a esperienze sessuali; ma mentre Jasmine sogna anche molto spesso di nuotare, di essere nuda o di cadere, Madeline ha più spesso sogni in cui vola.

I sogni tipici sono un linguaggio universale, metafore affettive che ci servono a rappresentare i nostri desideri e le nostre preoccupazioni quotidiane, ma la loro frequenza può cambiare non solo in base all’età e al genere, ma anche alla nostra personalità.

Oltre Freud

Attraverso riferimenti alle più recenti ricerche scientifiche sui contenuti onirici, Alfio Maggiolini esplora la frequenza, le fonti e il significato dei principali sogni tipici. L’analisi di questi temi e della loro funzione nelle storie oniriche mostra che i sogni non sono una realizzazione mascherata dei desideri – come riteneva Freud – ma sono pensieri affettivi, che non ci dicono tanto quello che vogliamo, quanto quello che dovremmo fare. L’attenzione ai contenuti tipici ci aiuta a capire in modo nuovo i nostri sogni e in quest’ottica il libro propone un nuovo modo di interpretarli, con indicazioni utili per gli psicoterapeuti e per chiunque voglia decifrare i propri sogni.