“Nelle nuove generazioni la dipendenza dalla vita di coppia è un amore tossico”, Matteo Lancini su La Stampa

Condividiamo l’articolo pubblicato su La Stampa con intervista a Matteo Lancini, scritto da Franco Giubilei (19 Luglio 2026)

Matteo Lancini: “Nelle nuove generazioni la dipendenza dalla vita di coppia è un amore tossico”

Di Franco Giubilei

19 Luglio 2026

Nell’era della dissoluzione della coppia, la bugia, la fiducia e persino il tradimento perdono di significato, a maggior ragione fra gli adolescenti, che più di tutti gli altri sono al centro della rivoluzione dei rapporti in pieno corso in questi tempi incerti. Lo psicologo e docente Matteo Lancini, presidente della Fondazione Minotauro, ha una vasta esperienza di psicoterapeuta con ragazzi e ragazze, sempre più lontani, secondo la sua analisi, da modelli tradizionali spesso abbandonati anche dagli adulti.

Che cosa significa oggi mentire all’interno delle coppie di adolescenti?

«La menzogna fra di loro va inquadrata nella dimensione dei profondi mutamenti del concetto di coppia nella nostra società, che da tempo ha messo al centro l’individualismo. Questa è l’area che negli ultimi trentacinque anni è cambiata di più, quindi che cosa significa fidarsi dell’altro o dell’altra? Oggi si parla di situationship (relazione sentimentale indefinita anche intima, ma priva di un impegno a lungo termine, ndr) più che di relationship, in altre parole di relazioni più fluide, che si sviluppano online con incontri sporadici».

E questo che implicazioni ha?

«Siamo davanti a una rivoluzione, alla fine della relazione di coppia. I dati Istat dicono che a Milano la famiglia unipersonale ha superato il 50% e a Bologna rappresenta il 54%, allo stesso tempo non si fanno più figli, significa che la coppia come progetto stabile e continuativo ha perso valenza e che l’idea stessa di coppia è completamente scomparsa».

Le relazioni fluide a cui si riferisce sono sempre più diffuse fra gli adolescenti?

«È difficile dare dei numeri, ma questa tendenza esiste e la riscontriamo, e in questo quadro, anche quando c’è un tradimento, che valore ha? Tu tradisci qualcuno rispetto a cosa? Nel momento in cui si è deciso che si sta insieme finché dura e non in una prospettiva a lungo o lunghissimo termine come il vecchio fidanzamento, l’orizzonte cambia completamente. È già così fra gli adulti, figuriamoci fra i ragazzi».

Quindi il vincolo di coppia si è allentato?

«Fra le giovani generazioni più che fra le altre, tanto che si teme sempre di più la dipendenza dal partner intesa come amore tossico e scatta un meccanismo difensivo che tende a non costruire la coppia».

Il termine tradimento ha ancora un senso fra gli adolescenti?

«La stessa parola la si sente meno di prima, perché viene utilizzata in un rapporto di fiducia consolidata e non di relazioni più fluide che comportano minore impegno. È un’espressione poco presente fra i ragazzi. D’altra parte, se abbiamo abolito il patto e l’accordo, allora che cosa si sta tradendo? Il che non toglie che quando si viene lasciati subentrino vuoto, rabbia e tristezza, ma il lasciarsi perché si viene traditi è molto meno presente».

E il senso di colpa che fine ha fatto?

«Quello è sparito da decenni, semmai facciamo i conti con un sentimento di vergogna. La nostra è una realtà in cui è molto diffusa la pratica di affiancare una relazione a un’altra e il rapporto viaggia attraverso le chat e i mezzi di comunicazione, per cui sei perennemente a contatto con qualcuno lontano, che non vedi di persona. I ragazzi hanno relazioni profonde e intense, ma senza corpo, col paradosso che magari vai al pub senza dire una parola e invece parli molto meglio a distanza. Un tempo li avremmo definiti amanti, ma se glielo dici, ai ragazzi, ti guardano con due occhi così. Lo ripeto: la coppia tradizionale non esiste più e, anzi, è considerata amore tossico».