“Se gli uomini non ti guardano più” Laura Turuani su Donna Moderna

Condividiamo l’articolo di Roberta Sarugia con intervista a Laura Turuani e pubblicato su Donna Moderna il 08.03.2026

Se gli uomini non ti guardano più

Non essere più l’oggetto degli sguardi maschili segna l’ingresso in una nuova età in cui entra in crisi il potere di seduzione. Sta a noi trasformarla in un’occasione per misurare il proprio valore su cose più importanti dell’aspetto esteriore. Instaurando con gli uomini un rapporto più schietto e rilassato

di Roberta Sarugia – 08.03.2026

 

Gli sguardi degli uomini ti condizionano

Liberati da un modello stereotipato di femminilità

Riporta l’attenzione su te stessa

Alleggerisci la paura di diventare preda

Lo sguardo degli uomini oggi è diverso

Quando è la donna a cambiare lo sguardo su di lui

Tiene gli occhi bassi e si stringe addosso lo scialle, turbata, mentre passa davanti a un bar dove una dozzina di uomini la osserva. C’è chi scherza e le dice chissà cosa, chi la fissa e basta, il piglio rilassato e le mani in tasca. American girl in Italy è una fotografia iconica, scattata nel 1951 a Firenze da Ruth Orkin. Racconta un mondo maschile sfacciatamente predatorio che per fortuna, almeno da queste parti, non esiste (quasi) più. Eppure capita a tutte noi, nessuna esclusa, che gli sguardi degli uomini diventino un mare insidioso da attraversare. Fin dall’adolescenza. «Durante la pubertà il corpo cambia, si differenzia in “maschile” e “femminile” e comincia ad attirare sguardi che portano con sé il desiderio, innescando il potere seduttivo» spiega Laura Turuani, psicologa e psicoterapeuta, socia dell’Istituto Minotauro di Milano, autrice di Le schiacciate (Solferino).

«In principio gestirlo non è semplice, specie quando lo sviluppo fisico è precoce e quello mentale e identitario resta indietro, legato all’infanzia». Con il tempo, il potere seduttivo diventa una presenza con cui misurarsi e che si impara a maneggiare – a volte con giocosa consapevolezza, altre con un pizzico di fatica. Finché, intorno ai 45-50 anni, emerge il dubbio che gli sguardi degli uomini inizino a ritrarsi. E anche chi ne era spesso infastidita può avvertire un po’ di dispiacere. «Sto forse diventando invisibile?» ci si domanda, un po’ smarrite.

 

Gli sguardi degli uomini ti condizionano

«Questo passaggio ci tocca in profondità» prosegue Turuani «perché rimanda alla convinzione, radicata nella nostra cultura, che bellezza e giovinezza femminile vadano di pari passo e siano prerequisiti fondamentali per ottenere, assieme agli sguardi di approvazione, popolarità e successo». «È un condizionamento che fa comodo a una certa forma di patriarcato, pronta a suggerirci che l’uomo è cacciatore e che le uniche donne che gli interessano sono giovani, con caratteristiche in grado di far emergere la sua mascolinità» interviene Chiara Gregori, ginecologa e psicologa, autrice di Oggi mi sento una favola!

«Ma non si tratta di una regola universale, né di un destino a cui rassegnarsi: le dinamiche di genere si stanno lentamente evolvendo. Avete mai pensato, per esempio, che una parte degli uomini ci osserva di meno perché ha finalmente capito che farlo in modo insistente è da cafoni? Non dimentichiamo, però, che anche noi abbiamo interiorizzato quel canone di bellezza e quel tipo di sguardo severo e giudicante, che non è tanto maschile quanto culturale. Lo rivolgiamo alle altre donne e pure a noi stesse, con il rischio di trasmetterlo alle nuove generazioni. Spesso siamo le prime a convincerci che il nostro corpo maturo non sia più attraente e a porci come se non meritasse di essere apprezzato come una volta».

Liberati da un modello stereotipato di femminilità

Rendercene conto e cambiare la prospettiva su noi stesse è la chiave di volta per smettere di percepire con inquietudine l’impressione che gli uomini ci guardino di meno. Fino a trasformare questo presunto vuoto in uno spazio fecondo, dove è possibile alimentare e far crescere una nuova forza. «Attraversiamo una fase delicata e importante in cui, scombussolate anche dai sintomi di perimenopausa o menopausa, ci scopriamo davanti a un bivio» spiega Gregori.

 

«Possiamo continuare a subire una narrazione che ci spinge a rincorrere affannosamente la giovinezza – spacciata come condizione imprescindibile per non sparire dal radar maschile – oppure scegliere di mettere in discussione quella logica. Liberarci dall’idea di dover aderire a un modello stereotipato di femminilità, collocarci al centro della scena, osservarci. Chiederci quali aspetti di noi e della vita desideriamo coltivare e quali, invece, siamo pronte a lasciar andare». «Alle soglie dei cinquant’anni, siamo chiamate a ridefinire la nostra identità: quello che gli altri vedono o pensano passa in secondo piano, soppiantato dall’esigenza di una comprensione più profonda di chi siamo e di cosa vogliamo davvero» dice la dottoressa Turuani.

Riporta l’attenzione su te stessa

«Da un investimento magari un po’ sbilanciato sull’aspetto fisico, a caccia di conferme nello sguardo altrui, possiamo passare a porre l’attenzione su noi stesse come persone “intere”. Il ruolo dell’involucro si ridimensiona perché capiamo che è solo una parte di noi, e nemmeno la più cruciale: la serenità assume più importanza rispetto alla bellezza, la salute trionfa sull’essere toniche e levigate. Non significa rinunciare alla cura di sé né al piacere di sentirsi desiderabili e notate. Vuol dire che, in un percorso di accettazione e ridefinizione, lo sguardo di approvazione che arriva dall’esterno perde peso, diventa un “di più”.

Se c’è ok, altrimenti non importa: noi siamo già sulla strada per acquisire equilibrio, benessere e sicurezza». In questo spostamento di prospettiva – e nella sensazione di essere guardate di meno -molte donne riconoscono anche l’inizio di un modo diverso di stare in relazione con gli uomini. «Per anni ad alcune di noi è capitato di avere atteggiamenti accomodanti e “timidi” per far credere agli uomini che fossero loro a dirigere il gioco seduttivo» afferma Gregori. «Una dinamica da superare: ora che siamo più consapevoli del nostro valore, anche il rapporto con i maschi si fa più schietto, sincero e rilassato».

Alleggerisci la paura di diventare preda

A questo si aggiunge un altro effetto, altrettanto incisivo: l’impressione di essere meno osservate tende ad alleggerire la paura di ciò che può accaderci nel mondo. «Ci troviamo in una tappa intermedia: la percezione del pericolo che corriamo in quanto prede sessuali si sta attenuando e il senso di vulnerabilità associato alla vecchiaia non ci abita ancora» spiega Turuani. «A farci sentire meno esposte, contribuisce la solidità personale. Abbiamo più esperienza, una maggiore capacità di riconoscere e fronteggiare le situazioni potenzialmente rischiose. Si tratta di una conquista reale e, al tempo stesso, paradossale, in grado di raccontare il peso mostruoso che la paura ha ogni giorno nella vita delle donne». Di tutte le donne. Da quella giovane americana spaventata negli anni Cinquanta, fino a noi.

Lo sguardo degli uomini oggi è diverso

Il modo di guardare, mostrare interesse, esporsi al desiderio segue regole implicite che cambiano nel tempo. «Non esiste un galateo universale della seduzione e degli sguardi: ogni epoca ridefinisce linguaggi, confini e aspettative» osserva la dottoressa Turuani. «Oggi questi codici sono diversissimi rispetto a quelli a cui siamo abituate noi donne adulte. Accanto alla necessaria condanna del catcalling, emerge anche un maschile più esitante, che fatica a corteggiare. I ruoli si fanno meno prevedibili, le dinamiche sono più fluide e paritetiche. Per apprenderle è fondamentale il confronto all’interno del gruppo di amiche coetanee. Un tesoro che continuerà a fare la differenza per tutta la vita».

Quando è la donna a cambiare lo sguardo su di lui

Anche le donne con l’età cambiano lo sguardo sugli uomini. Lo racconta uno studio pubblicato qualche mese fa sulla rivista scientifica Adaptive Human Behavior and Physiology. Dalle 122 interviste è emerso che se in media durante l’età fertile si sentono più attratte da fisici muscolosi e volti con tratti più mascolini, come la mascella pronunciata e una barba folta, in post menopausa l’interesse si sposta su un corpo e una muscolatura meno imponenti oltre che sulle caratteristiche che fanno immaginare più disponibilità e capacità di investire in relazioni stabili.